NEWSLETTER DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE COLLEGI OSTETRICHE Numero: 36
MINISTERO DELLA SALUTE
Igiene dentale in gravidanza, le linee guida


La gravidanza è un momento unico nella vita della donna ed è caratterizzata da cambiamenti fisiologici complessi che possono influire sulla sua salute orale e compromettere quella del nascituro. Il mantenimento di condizioni ottimali del cavo orale della donna è, pertanto, fondamentale per il miglior esito della gravidanza e per la promozione della salute orale del nascituro. 
Negli ultimi decenni molti studi hanno evidenziato l'associazione tra infezioni orali materne e esiti avversi della gravidanza.

Le prove scientifiche esistenti sottolineano l'associazione tra la presenza e la gravità delle infezioni gengivali e il parto prematuro, il ritardo di crescita del feto, l'abortività spontanea, la preeclampsia. Il ruolo di queste infezioni come possibile fattore di rischio o concausale degli esiti avversi della gravidanza non è stato, tuttavia, sempre confermato mentre è stata dimostrata la possibilità di trasmissione verticale, da madre a figlio, dei batteri che provocano la carie dentale.

Il controllo delle malattie orali prima e durante la gravidanza migliora la qualità di vita della donna, diminuisce l’incidenza di malattie dentali nel bambino e ha il potenziale di promuovere una miglior salute orale anche nella vita adulta del nascituro. Durante il periodo perinatale l'informazione e le cure degli odontoiatri, degli igienisti dentali, dei medici di medicina generale, dei medici ginecologi, delle ostetriche e dei pediatri possono avere un rilevante impatto sanitario, per l'influenza che hanno sullo stato di salute orale e sui comportamenti preventivi per la salute orale e generale della gestante e del suo bambino. Per tale motivo, il Gruppo tecnico in materia di odontoiatria operante presso il Ministero della Salute, ha ritenuto opportuno promuovere la stesura del documento.

Il documento contiene una serie di indicazioni, basate sull'evidenza scientifica, volte a contribuire al miglioramento della salute orale delle donne in gravidanza, a prevenire le malattie orali nei bambini piccoli, a diffondere informazioni accurate ed a garantire l’erogazione di appropriate cure odontoiatriche nelle gestanti. Tutte le raccomandazioni sono consultabili sul stio del ministero della Salute. 

 

RAPPORTO CEDAP
Nascite: le mamme preferiscono l'ospedale pubblico

Compie dieci anni il rapporto Cedap (ovvero "Certificato di assistenza al parto") che, anche se con un ritardo temporale di qualche anno rispetto alla data di uscita (l'edizione 2015 riporta i dati del 2011), offre un quadro completo dell’evento nascita in tutte le strutture del Paese.  Sotto la lente degli esperti del ministero della Salute è finito infatti il 99% delle nascite registrate nelle anagrafi comunali, avvenute in 567 punti nascita pubblici e privati, per un totale di 541.206 eventi.

La rilevazione, istituita con decreto ministeriale nel 2001, costituisce, come si legge nella prefazione al volume - curato dalla Direzione generaledella digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica del ministero della Salute - “la più ricca fonte di informazioni sanitarie, epidemiologiche e socio-demografiche relative all’evento nascita, rappresentando uno strumento essenziale per la programmazione sanitaria nazionale e regionale”.

Ecco i principali risultati:

1. Si registra un numero di parti pari al 98,8% di quelli rilevati con la Scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO) ed un numero di nati vivi pari al 99% di quelli registrati presso le anagrafi comunali nello stesso anno. 

 2. L’88% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati, l’ 11,9% nelle case di cura private (accreditate o non accreditate) e solo lo 0,1% altrove. 

3.
Nel 2011, il 19% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana. Tale fenomeno è più diffuso al Centro-Nord dove oltre il 25% dei parti avviene da madri non italiane; in particolare, in Emilia Romagna e Lombardia, il 28% delle nascite è riferito a madri straniere. 

4. L’età media della madre è di 32,6 anni per le italiane mentre scende a 29,4 anni per le cittadine straniere. 

 5. Delle donne che hanno partorito nell’anno 2011 il 44,2% ha una scolarità medio alta, il 31,8% medio bassa ed il 23,9% ha conseguito la laurea. Fra le straniere prevale invece una scolarità medio bassa (50,4%).

6. L’analisi della condizione professionale evidenzia che il 59,3% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 30% sono casalinghe e l’8,8% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione. 

7. Nell’85% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate è superiore a 4 mentre nel 73,1% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. La percentuale di donne italiane che effettuano la prima visita a partire dalla 12° settimana è pari al 2,8% mentre tale percentuale sale al 13,7% per le donne straniere. 

8. La donna ha accanto a sé al momento del parto (esclusi i cesarei) nel 90,6% dei casi il padre del bambino, nel 8,15% un familiare e nell’1,26% un’altra persona di fiducia. 

9.
Si conferma il ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica. In media, il 36,7% dei parti avviene con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali che comunque evidenziano che in Italia vi è un ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica. 

10. I nati totali registrati nel 2011 dalle anagrafi comunali sono 546.607, quelli rilevati attraverso il CeDAP sono 541.206 (il 99% del totale dei nati). L’1% dei nati ha un peso inferiore a 1.500 grammi ed il 6,2% tra 1.500 e 2.500 grammi.  

11. Sono stati rilevati 1.463 nati morti corrispondenti ad un tasso di natimortalità, pari a 2,70 nati morti ogni 1.000 nati, e registrati 6.680 casi di malformazioni diagnostiche alla nascita. 

12. Il ricorso ad una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) risulta effettuato in media 1,43 gravidanze ogni 100. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell’utero (FIVET), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (ICSI). 
(fonte Quotidianosanita.it)

NOTIZIE DALLA FNCO
Lucina - La rivista dell'osterica



Pubblicato sul sito della FNCO il primo numero del 2015 di Lucina – la rivista dell’ostetrica/o. La rivista, che come di consueto nel corso dei pros
simi giorni  sarà recapitata a domicilio di tutte le ostetriche iscritte all’albo, è liberamente scaricabile dal sito della FNCO cliccando qui

NUOVE REGOLE
Sigarette in auto vietate se ci sono bambini o donne in gravidanza

Sigarette vietate nelle auto con bambini o donne in gravidanza a bordo. Il divieto è diventato realtà nel Regno Unito, che lo imporrà a partire dal 1 ottobre 2015, mentre in Italia un simile provvedimento lo diventerà a breve. Ad affermarlo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che assicura come sia ferma intenzione del Governo ridurre al minimo i tempi di attesa.

Il provvedimento anti-fumo sarà inserito nel prossimo decreto Milleproroghe, sostiene il ministro della Salute, oppure al più tardi nel decreto successivo. Non è ancora chiaro se vi saranno introdotte eccezioni come nel provvedimento varato dal Parlamento britannico, ovvero l’esclusione delle auto decappottabili con tetto aperto. In ogni caso non verrà utilizzato per la nuova stretta sulle sigarette il provvedimento sulle liberalizzazioni. Come ha avuto modo di affermare nelle scorse settimane la stessa Lorenzin, la battaglia contro il fumo è sempre più una priorità non soltanto italiana: “Si tratta di una priorità dell’Italia e dell’Europa. Il fumo è infatti ancora oggi la prima causa di morte. In Italia muoiono per patologie fumo-correlate circa 70.000 persone l’anno e si registra la tendenza all’abbassamento dell’età in cui i giovani consumano la prima sigaretta che è intorno agli 11 anni”. I dati Istat ci dicono che la metà dei bambini è esposta ai danni da fumo passivo ed il 38 per cento ha almeno un genitore che fuma in casa. Le conseguenze sono note: asma, bronchiti croniche e più elevato rischio per i tumori. «Occorre lavorare per giungere a divieti in altri spazi pubblici come parchi e spiagge -insiste il Codacons- in modo da garantire una reale tutela ai non fumatori». Ma la legge Sirchia ha funzionato? I dati confermano che in 10 anni i fumatori sono diminuiti passando dal 23,8% della popolazione al 19,5 per cento. Nello stesso periodo le vendite del tabacco sono calate del 25 per cento. La Doxa nel gennaio del 2014 stimava la popolazione dei fumatori pari a 10 milioni dei quali 4,7 donne. Il dato negativo però riguarda minori e l'abbassamento dell'eta in cui si comincia a fumare, tra gli 11 ed i 12 anni. (fonte: greenstyle.it)


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